Pink Floyd: arriva “Wish You Were Here 50” il 12 dicembre
I Pink Floyd celebrano i cinquant’anni di “Wish You Were Here”, uno degli album più influenti della storia del rock, con una riedizione speciale intitolata “Wish You Were Here 50”, in uscita il 12 dicembre per Sony Music. Un progetto attesissimo che permette ai fan di immergersi come mai prima d’ora nella genesi di un capolavoro senza tempo.
La nuova edizione è anticipata da una rarità storica: per la prima volta “Shine On You Crazy Diamond (pts. 1-9)” è disponibile come un’unica traccia, in un nuovo mix stereo firmato da James Guthrie. Una chicca che restituisce in 25 minuti tutta la forza emotiva dell’omaggio a Syd Barrett, tra nostalgia, genio e fragilità.
La riedizione offre un patrimonio di materiali inediti: sei versioni alternative e demo mai pubblicati, tra cui “The Machine Song (Roger’s demo)” e un mix strumentale di “Wish You Were Here” che mette in risalto la pedal steel di David Gilmour. Sono incluse inoltre registrazioni live restaurate da Steven Wilson, tratte dal celebre bootleg del 1975 alla Los Angeles Sports Arena.
Per celebrare l’anniversario, dal 12 al 14 dicembre sarà allestito a Milano un pop up store dedicato all’album, con una special edition in vinile bianco. Il 14 dicembre, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, è previsto un ascolto guidato della nuova rimasterizzazione con diffusori JBL Everest e amplificazione Mark Levinson, accompagnato dalle voci esperte di Marco Fullone e Giancarlo Valletta.
“Wish You Were Here 50” arriverà in vari formati: 3LP, 2CD, Blu-ray, digitale e cofanetto deluxe con libri, poster, un 7” replica e l’album live “Live at Wembley 1974”. Sullo store ufficiale dei Pink Floyd sono disponibili anche edizioni limitate e merchandising esclusivo.
A mezzo secolo dalla sua uscita, Wish You Were Here resta un’opera centrale nella musica contemporanea. Con Shine On You Crazy Diamond, Welcome to the Machine, Have a Cigar e la title track, l’album continua a raccontare temi universali come l’assenza, l’isolamento e il rapporto complesso con l’industria musicale, accompagnati da una delle copertine più iconiche firmate dallo studio Hipgnosis.
